Elogio del margine/Scrivere al buio

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bell hooks e Maria Nadotti


«La marginalità è un luogo di radicale possibilità, uno spazio di resistenza»: così bell hooks descrive il margine – non una condizione di privazione, ma un luogo capace di offrirci «una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi». Cresciuta in una piccola comunità nera segregata del Kentucky, bell hooks approda nel mondo accademico quasi da outsider e si fa strada fino a diventare una delle voci più influenti del femminismo mondiale, restando fedele a quel punto di osservazione anche una volta arrivata al “centro”.
Elogio del margine raccoglie i saggi in cui questo sguardo prende forma, a partire da una condizione precisa: quella di una donna nera cresciuta in povertà, per cui genere, razza e classe non sono questioni separabili. La casa che le donne nere costruiscono come riparo dalla violenza razzista e luogo dove, per la prima volta, essere soggetti e non oggetti; il senso del bello che le insegna sua nonna Baba, estraneo ai canoni della “grande arte” bianca; la denuncia di un sessismo che, dentro la comunità nera, si somma al razzismo subito fuori.
Scrivere al buio è un lungo dialogo, insieme critico e confidenziale, con Maria Nadotti, in cui questi temi si misurano con la vita quotidiana: i legami di coppia e di famiglia, il denaro, l'istruzione, la scrittura stessa. È tra queste pagine che emerge anche uno dei nodi più scomodi del suo pensiero: la critica a un femminismo bianco che pensa le donne come una “casta” unica, negando che razza, classe e nazionalità le separino più di quanto il genere le unisca.
A rilanciare oggi questi testi, con cui l’autrice è diventata nota al pubblico italiano, è una nuova prefazione di Maria Nadotti, che nel presente di guerre e migrazioni forzate rintraccia le nuove forme di quella “linea del colore” che bell hooks pose al centro del proprio femminismo.

  • Pubblicazione: 23/10/2026
  • Pagine: 262
  • Formato: 12x19
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bell hooks (1952-2021) è stata una docente universitaria e autrice di una ricchissima produzione di testi riguardanti il pensiero femminista, la pedagogia, le relazioni amorose, la maschilità nera, la rappresentazione degli afroamericani al cinema e nei media. La sua opera è stata pubblicata in Italia da diverse case editrici. I titoli editi da Tamu Edizioni Il femminismo è per tutti (2021), Da che parte stiamo (2022), Non sono una donna, io (2023) e Improvvisazioni funk (con Stuart Hall, 2025) sono in corso di ripubblicazione per Tangerin.
Maria Nadotti è una giornalista, saggista, consulente editoriale e traduttrice. Scrive di teatro, cinema, arte e cultura per testate italiane ed estere. Ideatrice di numerosi volumi, è curatrice e traduttrice dell’opera di John Berger. Tra i suoi libri più recenti: Trauma infinito. Una psichiatra palestinese racconta (con Samah Jabr, Feltrinelli 2026).

Info

Formato: 12x19

Pagine: 262

Pubblicazione: 23/10/2026

ISBN: 9791282493215

Autorə: bell hooks e Maria Nadotti

Pubblicato con il contributo della: Regione Campania

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Elogio del margine/Scrivere al buio
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