La taranta a Times Square

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Marco Patruno

Sole splendente, mare blu, masserie circondate dal grano, gente accogliente sempre pronta a tendere la mano e danzare pizziche e tarante. All’eden turistico e pacificato della Puglia venduta dalle agenzie, astorica e senza conflitti, mancano solo sorgenti di primitivo e cespugli di taralli da cogliere con le proprie mani.
È una narrazione diffusa: la turistificazione, sorella della gentrificazione, è un male che affligge il Meridione e non solo. Nel Sud Italia dà forma a un nuovo estrattivismo che affianca il precedente: alla razzia di risorse e braccia aggiunge la messa a profitto della tradizione. Le usanze additate per decenni come retaggio di una cultura contadina, arretrata e sottosviluppata, che l’industrializzazione avrebbe voluto cancellare, sono ora la linfa che alimenterebbe un supposto riscatto fatto di ristorazione e strutture ricettive. Ma i problemi economici e sociali come la mancanza di servizi e lavoro, lo spopolamento di aree interne e paesi, la precarietà e lo sfruttamento, il rincaro degli affitti e le locazioni brevi restano; e la narrazione tossica del turismo come petrolio d’Italia è il tappeto sotto cui spazzarli, in barba alla questione meridionale.
La patrimonializzazione di luoghi, beni e tradizioni, stimolata da politica ed enti pubblici, avallata dall’Unesco e cavalcata da attori privati, ha reso cibo, siti e cultura merci da svendere sul mercato dell’intrattenimento e della cosiddetta vita lenta. Comunità e territori, con le loro identità complesse e sfaccettate, portatrici di contraddizioni e valori, diventano icone ipostatizzate in un eterno presente astratto e vacanziero. Agli abitanti, condannati a un processo di autorientalizzazione, non resta che fare i figuranti di scene stereotipiche a favore di turisti in cerca di una presunta autenticità. Un fenomeno escludente che silenzia i conflitti e costringe all’isolamento sociale o all’autoesilio chi non vuole adattarsi a questa farsa deprimente.
Smascherare queste dinamiche, uscire dal brand Sud e confliggere con questo racconto, scendere dal palcoscenico e rimettere al centro della piazza chi vi abita, è il modo per autodeterminarsi e non farsi schiacciare dalle finte alternative tra andare via, restare o ritornare.

  • Pubblicazione: 20/11/2026
  • Pagine: 204
  • Formato: 12x20
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Marco Patruno (Conversano, 1996) è un sociologo che si occupa di sviluppo locale, politiche culturali, patrimonio e trasformazioni dei territori. Ha frequentato la scuola di reportage narrativo “Alessandro Leogrande” e pubblicato articoli su «Jacobin Italia», «Monitor» e «Gli Asini». Attualmente è dottorando in Urban Planning, Design and Policy presso il Politecnico di Milano. La taranta a Times Square è il suo primo libro.


Info

Formato: 12x20

Pagine: 204

Pubblicazione: 20/11/2026

ISBN: 9791282493222

Autorə: Marco Patruno

Collana: Scritture meridiane

Pubblicato con il contributo della: Regione Campania

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La taranta a Times Square
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