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In un canto
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filo sottile
Questo è il racconto di un incanto. Serafina “Fina” Liata, piemontese di origini sicule, bibliotecaria queer precaria, è nella Valle del Belice a fare ricerche per un libro mentre è in vacanza. Arrivata alla Villa, la piazza di Partanna, si imbatte in una fontana di tufo, vi si affaccia, e un incantesimo la avvince. Viene posseduta da Fafo, spettro malinconico e arrabbiato di Fortunato Favilla, giovane poeta e teatrante omosessuale, suicida, che in quella fontana era stato gettato per scherno dai paesani infastiditi dalla recita inscenata in piazza. La possessione diviene ossessione, troppi i giochi di specchi e i fantasmi che Fafo evoca: una Sicilia strozzata e depredata, l'emigrazione, l’ostilità agli eserciti, l’arte come inquietudine, la sessualità senza vergogne. Perché un giovane curioso, circondato da amicizie, cresciuto in anni di fermento politico e culturale, fra lotte per la casa, il lavoro e le relazioni, si toglie la vita? Un fuoco si estingue se, accantonato in un canto, non ha più ossigeno ad alimentarne la fiamma. Ma anche spento lascia tracce che restano nel tempo. Avviluppata in una rete di corsi e ricorsi storici, Fina si smarrisce per tre anni in una ricerca tra archivi e strade della Sicilia occidentale. Ricostruire la fugace favilla di Fortunato, consumatasi in un quarto di secolo, vuol dire districare la lunga storia meridionale di centovent’anni di lotte e repressioni. Un viaggio che la porterà a ri-scoprire un Sud mai immobile né arreso, terra di vittorie scordate e speranze tradite. Molte le altre figure di questo mazzo di tarocchi – sarà un caso, quasi «tutti masculi»? – con cui Fina prepara la sua stesa: Mario Mieli e Rimbaud, Danilo Dolci e Ignazio Buttitta, Leo De Berardinis e Perla Peragallo, Rosa Balistreri e Pasolini, Nino Gennaro e Maria Di Carlo, Franca Viola e Peppino Impastato. In un canto è la ballata di una cantastorie che attraverso episodi, memorie e biografie che la storia ha lasciato sotto traccia mette in musica la vicenda epica di movimenti antimilitaristi e per l’autodeterminazione di corpi e territori, interrogando il presente attraverso le voci di chi, prima di noi, ha provato a trasformare il mondo.
Pubblicazione: 25/09/2026
Pagine: 499
Formato: 12x20
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Rassegna stampa
Autorə
filo sottile (1978) è scrittrice trance-gender, autrice apocrifa, punkastorie, bibliotecaria esternalizzata. È una terrona nata e cresciuta all’ombra delle Alpi Cozie. Ha scritto spettacoli, narrativa, articoli su piante, viandanze, femminismo, immaginario e questioni No Tav. Ha pubblicato, tra le altre cose, Senza titolo di viaggio (Alegre, 2021), Se vi va bene bene se no seghe (con Valerio Minnella e Wu Ming 1, Alegre, 2023), Contro la politica delle briciole (Tamu Edizioni, 2025). Suoi articoli sono apparsi su «Alpinismo Molotov», «Carmilla», «Giap», «Jacobin». Ha un blog: filosottile.noblogs.org.
Info
Formato: 12x20
Pagine: 499
Pubblicazione: 25/09/2026
ISBN: 9791282493086
Autorə: filo sottile
Collana: Scritture meridiane
Pubblicato con il contributo della: Regione Campania