I giacobini neri

12.99

C.L.R. James
Traduzione di Emanuele Giammarco
Prefazione di Sandro Mezzadra


L’immagine di un esercito di neri che intona la Marsigliese mentre fronteggia le truppe rivoluzionarie della Francia metropolitana che cercano di restaurare la schiavitù nella colonia. È il potentissimo e spiazzante quadro dei giacobini neri dipinto da C.L.R. James per raffigurare la prima ribellione anticoloniale della storia che porterà Saint-Domingue all’indipendenza dalla Francia col nome di Haiti.
La colonia più bella e fruttuosa del mondo fu il teatro in cui entrarono in scena i personaggi di un dramma che svela le contraddizioni borghesi della Rivoluzione francese: liberté, égalité, fraternité per i bianchi; schiavitù, povertà, asservimento per i neri. I coloni benestanti, i mulatti arricchiti, gli schiavi neri, tra continui cambi di fronte, inganni e fedeltà, alleanze e tradimenti, sono i protagonisti del groviglio tra razza e classe, economia e politica, sciolto solo dalla rivoluzione degli schiavi guidati da Toussaint Louverture contro i facoltosi possidenti bianchi.
James, oltre a raccontare la rivolta e il suo esito emancipatorio, vi individua la genesi di un processo che sfocerà nelle decolonizzazioni esplose anni dopo l’uscita del libro. Perché non importa se forse l’episodio della Marsigliese non è mai accaduto: assurto nel mito dell’oppresso che smaschera l’ipocrisia dell’oppressore, è narrazione fondativa dei movimenti che ovunque lottano per l’autodeterminazione. Cos’è una rivoluzione se non immaginare un mondo nuovo? È infatti nella capacità mitopoietica dei popoli afrocaraibici, sradicati e al confine tra due culture – non più l’africana degli avi strappati alle proprie terre ma neanche l’europea imposta dai padroni come forma di dominio – che James, nell’Appendice scritta venticinque anni dopo, rintraccia la forza del percorso di liberazione che dalla rivoluzione di Haiti arriva alla cubana di Castro e Guevara per intraprendere un simbolico viaggio atlantico a ritroso verso l’Africa e le lotte anticoloniali per l’indipendenza. Un’intuizione che fa di questo libro una pietra miliare del pensiero radicale.
Il contributo dato da Toussaint e gli schiavi haitiani va oltre la fine della schiavitù: hanno mostrato ai vinti e ai subalterni che è possibile rivoltarsi, farsi carico delle proprie sorti e scrivere nuove pagine di storia.


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C.L.R. James (1901-1989) è stato uno storico, scrittore e militante politico originario di Trinidad, formatosi tra i Caraibi e Londra. Nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti, dove scrive, tiene conferenze e organizza le attività del Socialist Workers’ Party, fino alla sua espulsione dal paese avvenuta nel 1953, in pieno maccartismo. Ritornato in Inghilterra, continua lì fino alla sua morte la propria attività di scrittore e militante, diventando una figura centrale del marxismo anticoloniale del Novecento. Tra le sue opere, in cui intreccia una riflessione su razza, classe e colonialismo, sono disponibili in italiano Non si scherza con la rivoluzione e Marinai, rinnegati e reietti (ombre corte, 2017 e 2023). I giacobini neri, pubblicato per la prima volta nel 1938, è il suo libro più importante.

Info

Formato: 13,5x21

Pagine: 477

Pubblicazione: 01/05/2026

ISBN: 9791282493000

Autorə: C.L.R. James

Traduzione: Emanuele Giammarco

Prefazione: Sandro Mezzadra

Pubblicato con il contributo della: Regione Campania

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I giacobini neri
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